Per quanto riguarda la nuova procedura per la richiesta di invalidità civile, abbiamo potuto riscontrare, parlando con alcuni nostri clienti, che le applicazioni e le notizie sono ancora un po farraginose e non ben spiegate, tanto che molti cittadini continuano ancora ad utilizzare la vecchia modulistica.
A tal proposito cogliamo l'occasione di spiegare bene una volta per tutte come vanno presentate le nuove domande di invalidità civile.
Per chiudere il discorso vogliamo anche far notare che molti medici di base non si sono ancora accreditati presso l'INPS mettendo in seria difficoltà i propri pazienti.
Esortiamo perciò i medici ancora in dietro con i tempi di farlo al più presto e di prendere velocemente dimestichezza con gli strumenti informatici.
Questa non vuol essere una critica ma stando a contatto con molta gente anche di altri paesi limitrofi e parlando con loro abbiamo potuto raccogliere le loro lamentele che vertevano anche su questo argomento.
Ma avendo questo blog la funzione principale di informare, questo faremo, perciò informazione.
L'INPS, con determinazione n. 189 del 20 ottobre 2009, definisce il disegno organizzativo e procedurale per l’applicazione dell’articolo 20 della legge n. 102/2009 (msg. 24477 del 29/10/2009).
Le novità sostanziali sono sinteticamente:
• a decorrere dal 1° gennaio 2010 le domande vanno presentate all'Inps esclusivamente in via telematica;
• l’Istituto trasmette, in tempo reale e in via telematica, le domande alle ASL;
• le Commissioni mediche ASL sono integrate da un medico dell’INPS quale componente effettivo.
INNOVAZIONI
Dal 1° gennaio 2010 il processo di accertamento sanitario di invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità, sarà caratterizzato dai seguenti elementi di novità:
• la certificazione sanitaria, compilata on line dal medico certificatore, attiva l’input per una nuova istanza di riconoscimento dello stato invalidante;
• alla domanda, compilata anch'essa on line, verrà abbinato il certificato precedentemente acquisito;
• completata la connessione tra i due moduli (certificato e sezione domanda), il sistema ne consente l'inoltro telematico all'INPS direttamente da parte del richiedente o per il tramite di un Patronato;
• in fase di accertamento sanitario, la composizione delle Commissioni ASL è integrata dalla presenza di un medico dell'INPS;
• i verbali sanitari sono redatti in formato elettronico, a disposizione degli uffici amministrativi per gli adempimenti conseguenti;
• gli accertamenti sanitari conclusi con giudizio unanime dalla Commissione Sanitaria previa validazione da parte del Responsabile del CML territorialmente competente, allorché comportino il riconoscimento di una prestazione economica, danno luogo all’immediata verifica dei requisiti socio economici, al fine di contenere al massimo i tempi di concessione ;
• gli accertamenti sanitari conclusi con giudizio a maggioranza sono soggetti a successiva verifica con riesame degli atti o eventuale disposizione di una nuova visita. In ogni caso, la razionalizzazione del flusso procedurale tende a contenere i tempi dell’eventuale concessione;
• la Commissione Medica Superiore effettua il monitoraggio complessivo dei verbali e ha, comunque, facoltà di estrarre posizioni da sottoporre a ulteriori accertamenti agli atti o con disposizione di nuova visita. ;
• l'INPS diventa unica controparte nell'ambito del contenzioso. Nel caso in cui il giudice nomini un consulente tecnico, alle operazioni peritali dovrà obbligatoriamente presenziare un medico INPS.
DOMANDA
L'art. 20 riguarda sia le domande di accertamento delle minorazioni civili (invalidità, cecità e sordità) che le domande di accertamento dell'handicap (L. 104/1992) che quelle per la disabilità (L. 68/1999). La disposizione presuppone che esistano una rete e una modalità di comunicazione uniformi su tutto il territorio nazionale che consentano il passaggio dei dati in tempo reale (comma 3).
A tal fine è stata prevista la realizzazione di un'applicazione - che sarà disponibile sul sito www.inps.it - prelevabile dal cittadino o dagli Enti di patronato. L'applicativo gestionale contiene i moduli in formato elettronico da utilizzare per la presentazione delle domande, la compilazione dei certificati, la redazione dei verbali sanitari.
La fase di presentazione della domanda si articola in due fasi:
1. la compilazione del certificato medico (digitale);
2. la presentazione telematica all’INPS direttamente, tramite Patronato o tramite le associazioni di categoria dei disabili.
Per poter compilare la certificazione medica on line, i medici dovranno essere abilitati (msg. 29389 del 16/12/2009, 29472 del 17/12/2009 e 29596 del 18/12/2009).
L'abilitazione sarà rilasciata dall'Inps su richiesta dei singoli medici.
Il modulo di richiesta di abilitazione ai servizi telematici, debitamente compilato e sottoscritto dal medico, deve essere presentato direttamente agli uffici INPS.
L'Istituto, quindi, rilascerà un PIN che consentirà al medico certificatore di utilizzare la procedura nella parte relativa alla certificazione sanitaria.
Completata l’acquisizione del certificato medico, il sistema genera una ricevuta con un numero di certificato, che il medico stesso consegna al richiedente affinché lo utilizzi per l'abbinamento della certificazione medica alla domanda. Il certificato medico, deve essere abbinato alla domanda entro il tempo massimo di trenta giorni dal suo rilascio; superato tale termine, il numero di certificato impresso sulla ricevuta non sarà più utilizzabile per l’inoltro telematico delle domande.
La sezione domanda, da compilare a cura del cittadino o degli Enti di patronato, deve contenere:
• dati anagrafici e di residenza, completi di codice fiscale ;
• tipologia della domanda: invalidità, cecità, sordità, handicap, disabilità (un’ unica domanda può contenere più richieste);
• primo riconoscimento/aggravamento;
• dati anagrafici eventuale tutore;
• indicazione di domicilio provvisorio;
• indirizzo e-mail per eventuali comunicazioni.
La procedura consente l’invio della domanda solo se completa in tutte le sue parti. Ad invio correttamente avvenuto il sistema rilascia ricevuta dell’accettazione della domanda contenente:
• Sede Inps presso cui è stata presentata la domanda;
• anagrafica dell’istante;
• data di presentazione;
• accertamento/i richiesto/i;
• eventuale Patronato o Associazione di categoria (identificativo interno del Patronato o dell’Associazione di categoria);
• numero di protocollo della domanda;
• numero Domus.
AL fine di consentire la definizione delle date di visita contestualmente alla presentazione della domanda, l’Inps mette a disposizione delle ASL un sistema di gestione di un’agenda appuntamenti per la calendarizzazione delle visite e di invito a visita.
Pertanto nella ricevuta, come valore aggiunto, potrà essere è presente la data di convocazione a visita .
Il cittadino può, in caso di impedimento, modificare la data di visita proposta dal sistema una sola volta ed entro limiti di tempo predefiniti. Se assente alla visita, verrà comunque nuovamente convocato. La mancata presentazione anche alla successiva visita sarà considerata a tutti gli effetti come una rinuncia alla domanda, con perdita di efficacia della stessa
Tutto il processo amministrativo e sanitario, nonché lo stato di lavorazione della domanda successivamente alla conclusione della fase sanitaria sarà consultabile dal cittadino o dagli Enti di patronato direttamente sul sito www.inps.it, attraverso un PIN rilasciato dall'Istituto. Per ottenere il PIN il cittadino potrà farne richiesta telefonando al Contact Center Inps (803164) o direttamente sul sito dell’Inps, sezione dei Servizi on line (inserendo i dati richiesti saranno visualizzati i primo otto caratteri del PIN; la seconda parte del codice sarà successivamente recapitata per posta ordinaria). I cittadini ai quali non può essere rilasciato il PIN attraverso le modalità sopradescritte perché l’Istituto non dispone dei dati anagrafici, devono richiederlo direttamente presso gli uffici INPS portando con sé un documento d’identità valido e il codice fiscale/tessera sanitaria.
Per i minori non ancora in possesso del documento d’identità è sufficiente esibire il codice fiscale o la tessera sanitaria.
ACCERTAMENTO SANITARIO
L’istante viene visitato dalla Commissione Medica ASL integrata dal medico INPS. L'istante può,
qualora sussistano le condizioni per richiedere la visita domiciliare, attraverso il proprio medico abilitato, richiedere visita domiciliare. Infatti il medico, in questo caso, compila ed invia (sempre per via telematica, collegandosi al sito dell’Inps) il certificato medico di richiesta visita domiciliare, almeno 5 giorni prima della data già fissata per la visita ambulatoriale.
Il Presidente della Commissione si pronuncia in merito alla certificazione e dispone o meno la visita domiciliare.
Gli accertamenti sanitari conclusi con giudizio a maggioranza sono soggetti a successiva verifica con riesame degli atti o eventuale disposizione di una nuova visita. In ogni caso, la razionalizzazione del flusso procedurale tende a contenere i tempi dell’eventuale concessione.
Contestualmente alla emanazione delle nuove disposizioni in materia, il Ministero della Salute ha nominato una Commissione con il compito di aggiornare le tabelle indicative delle percentuali di invalidità (comma 6).
VERIFICHE ORDINARIE
L’Istituto effettuerà delle verifiche ordinarie nella misura tra il 2 ed il 5% sui verbali definiti annualmente dalla Commissione medica ASL, indipendentemente dal loro esito, attraverso un controllo da parte di Centri Medico Legali dislocati in regioni diverse da quelle in cui è avvenuto l'accertamento, al fine di realizzare obiettivi di omogeneizzazione valutativa con modalità di interazione territoriale.
VERIFICHE STRAORDINARIE
Il piano di verifiche straordinarie sulla permanenza dello stato invalidante programmato per l'anno 2010, prevede l'effettuazione di 100.000 visite.
FUNZIONE DI CONCESSIONE
La concessione delle provvidenze economiche è espressamente attribuita alle Regioni dall'articolo 130 del Decreto Legislativo 31 marzo 1998, n. 112.
Con accordo quadro tra il Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali e la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, vengono disciplinate le modalità attraverso le quali sono affidate all’INPS le attività relative all’esercizio delle funzioni concessorie per l'invalidità civile, cecità, sordità, handicap e disabilità.
Per i verbali che possono dare diritto ad un riconoscimento economico, l’interessato viene invitato a completare, l’inserimento dei dati necessari per l’accertamento dei requisiti socio-economici e della modalità di pagamento richiesta.
Sulla scorta dei dati comunicati, gli uffici INPS competenti effettueranno i controlli amministrativi e reddituali e, se viene riconosciuto il diritto, procederanno alla liquidazione della prestazione economica.
All’interessato verrà inviata comunicazione di erogazione o reiezione della prestazione.
RICORSI
Avverso il mancato riconoscimento sanitario è ammesso il solo ricorso in giudizio entro 180 giorni - a pena di decadenza - dalla notifica del verbale sanitario. Le recenti innovazioni non prevedono l'introduzione del ricorso amministrativo né di altre forme di contenimento del contenzioso.
La recente normativa introduce la qualificazione dell’Inps come unico legittimato passivo.
L'Inps diventa unica “controparte” nei procedimenti giurisdizionali civili relativi a prestazioni sanitarie previdenziali ed assistenziali. Nel caso in cui il Giudice nomini un consulente tecnico d’ufficio, alle indagini assiste un medico legale dell’ Inps. Il consulente nominato ha l'obbligo, a pena di nullità, di inviare apposita comunicazione sull'inizio delle operazioni peritali al direttore della sede provinciale dell’Inps competente (comma 5).
NUOVA PROCEDURA ON-LINE
Sul sito www.inps.it sarà disponibile la nuova procedura cui ogni utente autorizzato potrà accedere - ai vari livelli - tramite PIN per la consultazione o la gestione delle fasi di propria competenza.
Gli utenti autorizzati all'accesso sono:
• cittadini richiedenti e/o i soggetti da questi autorizzati
• medici certificatori
• Enti di patronato
• Associazioni di categoria dei disabili (ANMIC, ENS, UIC, ANFFAS
domenica 21 febbraio 2010
Disoccupazione con requisiti ridotti 2010
La disoccupazione ordinaria con requisiti ridotti è una particolare forma di prestazione Inps, che serve a tutelare i lavoratori che non possono far valere 52 contributi settimanali comprensivi di quota di disoccupazione negli ultimi due anni, come previsto nella disoccupazione ordinaria, ma che nell’anno solare precedente la domanda hanno lavorato almeno 78 giornate, comprese le festività e le giornate di assenza indennizzate (malattia, maternità ecc.). NB Di regola i lavoratori che da contratto abbiano lavorato per 5 giorni a settimana, dovranno contare comunque 6 giorni alla settimana; la settimana, per l’INPS, inizia la domenica e termina il sabato successivo.
Ulteriore requisito fondamentale per poter richiedere tale indennità di disoccupazione è l’iscrizione all’INPS da almeno due anni (il lavoratore deve aver lavorato almeno un giorno durante una settimana, per l’INPS anche un solo giorno lavorativo equivale ad 1 settimana di contribuzione). Es. Pippo ha lavorato 78 giornate presso l’azienda Beta nel 2009; per avere diritto all’indennità di disoccupazione con requisiti ridotti nel 2010 dovrà dimostrare di essere stato assunto, per almeno una settimana (quindi basta anche un solo giorno di lavoro), nel periodo che va dal 1 gennaio 2007 al 31 dicembre 2007. Non si possono far valere, per tale conteggio, ne i contratti di lavoro parasubordinato, ne i contratti di apprendistato.
Ultimo requisito è che l’ultimo rapporto di lavoro deve essere necessariamente cessato per Fine contratto, licenziamento o Dimissioni per Giusta Causa.
L’indennità spetta per un numero di giornate pari a quelle effettivamente lavorate nell’anno precedente e per un massimo di 180 giornate.
L’IMPORTO
L’importo è pari al 35% della retribuzione media giornaliera per i primi 120 giorni e al 40% per i giorni successivi, nei limiti di un importo massimo mensile lordo di 858,58 €, elevato a 1.031,93 € per i lavoratori che hanno una retribuzione lorda mensile superiore a 1.857,48 €.
LA DOMANDA
La domanda di indennità di disoccupazione con requisiti ridotti deve essere presentata all’Inps o presso gli Enti di patronato entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui è cessato il rapporto di lavoro. Il modulo di domanda è disponibile presso gli uffici Inps e sul sito www.inps.it, nella sezione “moduli” o in fondo a questa pagina. PS Per il modello DL 86/88 bis bisogna rivolgersi direttamente al datore di lavoro, il quale tramite il Consulente del Lavoro consegnerà al lavoratore tale modello compilato e firmato. Nel caso in cui il datore di lavoro si rifiuti di consegnare tale modello, il lavoratore può presentare comunque domanda nei termini di legge, facendo presente per iscritto allo sportello tale situazione.
IL PAGAMENTO
L’indennità può essere riscossa:
allo sportello di un qualsiasi ufficio postale del territorio nazionale
con bonifico sul proprio conto corrente bancario o postale;
Nel caso di accredito in conto corrente bancario o postale devono essere indicati anche gli estremi dell’ufficio pagatore presso cui si intende riscuotere la prestazione, nonché il codice IBAN.
Ulteriore requisito fondamentale per poter richiedere tale indennità di disoccupazione è l’iscrizione all’INPS da almeno due anni (il lavoratore deve aver lavorato almeno un giorno durante una settimana, per l’INPS anche un solo giorno lavorativo equivale ad 1 settimana di contribuzione). Es. Pippo ha lavorato 78 giornate presso l’azienda Beta nel 2009; per avere diritto all’indennità di disoccupazione con requisiti ridotti nel 2010 dovrà dimostrare di essere stato assunto, per almeno una settimana (quindi basta anche un solo giorno di lavoro), nel periodo che va dal 1 gennaio 2007 al 31 dicembre 2007. Non si possono far valere, per tale conteggio, ne i contratti di lavoro parasubordinato, ne i contratti di apprendistato.
Ultimo requisito è che l’ultimo rapporto di lavoro deve essere necessariamente cessato per Fine contratto, licenziamento o Dimissioni per Giusta Causa.
L’indennità spetta per un numero di giornate pari a quelle effettivamente lavorate nell’anno precedente e per un massimo di 180 giornate.
L’IMPORTO
L’importo è pari al 35% della retribuzione media giornaliera per i primi 120 giorni e al 40% per i giorni successivi, nei limiti di un importo massimo mensile lordo di 858,58 €, elevato a 1.031,93 € per i lavoratori che hanno una retribuzione lorda mensile superiore a 1.857,48 €.
LA DOMANDA
La domanda di indennità di disoccupazione con requisiti ridotti deve essere presentata all’Inps o presso gli Enti di patronato entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui è cessato il rapporto di lavoro. Il modulo di domanda è disponibile presso gli uffici Inps e sul sito www.inps.it, nella sezione “moduli” o in fondo a questa pagina. PS Per il modello DL 86/88 bis bisogna rivolgersi direttamente al datore di lavoro, il quale tramite il Consulente del Lavoro consegnerà al lavoratore tale modello compilato e firmato. Nel caso in cui il datore di lavoro si rifiuti di consegnare tale modello, il lavoratore può presentare comunque domanda nei termini di legge, facendo presente per iscritto allo sportello tale situazione.
IL PAGAMENTO
L’indennità può essere riscossa:
allo sportello di un qualsiasi ufficio postale del territorio nazionale
con bonifico sul proprio conto corrente bancario o postale;
Nel caso di accredito in conto corrente bancario o postale devono essere indicati anche gli estremi dell’ufficio pagatore presso cui si intende riscuotere la prestazione, nonché il codice IBAN.
Disoccupazione agricola 2010
C’è tempo fino al 31 marzo 2009 per presentare la domanda di disoccupazione agricola. Possono accedere a tale prestazione i lavoratori che hanno prestato attività di lavoro dipendente in agricoltura e che sono stati licenziati ed iscritti negli elenchi nominativi dei lavoratori agricoli del proprio Comune di residenza.
L’indennità spetta al lavoratore che può far valere i seguenti requisiti minimi: iscrizione negli elenchi anagrafici degli operai agricoli, 2 anni di anzianità assicurativa, 102 giornate lavorative nel biennio precedente la domanda.
Attività extra agricole - E’ stata ampliata la possibilità di far valere attività extra-agricola per maturare il requisito per la disoccupazione agricola. In questo caso la prevalenza tra le attività agricole e non agricole prestate quale dipendente, deve essere verificata in via alternativa nell’anno e nel biennio. Da quest’anno non esistono più distinzioni tra trattamento ordinario e trattamento speciale, per tutti la misura dell’indennità è pari al 40% del salario per il numero delle giornate lavorate. Il parametro da utilizzare per il numero massimo di giornate da attribuire è 365 giorni per tutti, tanto che la somma tra giornate lavorate e giornate indennizzabili non può superare il parametro di 365.
Trattenute Inps - L’Inps a titolo di contributo di solidarietà trattiene il 9% del trattamento economico di disoccupazione fino ad un massimo di 150 giornate. Per tutti i casi si raggiunge l’anno pieno di contribuzione ai fini del diritto e della misura della pensione di vecchiaia e dei trattamenti d’invalidità. Ai fini della pensione di anzianità continuano ad essere accreditate 90 giornate del precedente trattamento speciale ai lavoratori che sono stati occupati nell’anno con più di 100 giornate. Contestualmente alla richiesta dell’indennità di disoccupazione può essere richiesto l’assegno per il nucleo familiare.
Ricordiamo ai nostri tesserati e non ma soprattutto a coloro i quali abbiano bisogno di presentare la domanda di disoccupazione agricola avendone diritto di rivolgersi presso il nostro ufficio di Via Rimembranza, 83 Montemesola (Ta).
L’indennità spetta al lavoratore che può far valere i seguenti requisiti minimi: iscrizione negli elenchi anagrafici degli operai agricoli, 2 anni di anzianità assicurativa, 102 giornate lavorative nel biennio precedente la domanda.
Attività extra agricole - E’ stata ampliata la possibilità di far valere attività extra-agricola per maturare il requisito per la disoccupazione agricola. In questo caso la prevalenza tra le attività agricole e non agricole prestate quale dipendente, deve essere verificata in via alternativa nell’anno e nel biennio. Da quest’anno non esistono più distinzioni tra trattamento ordinario e trattamento speciale, per tutti la misura dell’indennità è pari al 40% del salario per il numero delle giornate lavorate. Il parametro da utilizzare per il numero massimo di giornate da attribuire è 365 giorni per tutti, tanto che la somma tra giornate lavorate e giornate indennizzabili non può superare il parametro di 365.
Trattenute Inps - L’Inps a titolo di contributo di solidarietà trattiene il 9% del trattamento economico di disoccupazione fino ad un massimo di 150 giornate. Per tutti i casi si raggiunge l’anno pieno di contribuzione ai fini del diritto e della misura della pensione di vecchiaia e dei trattamenti d’invalidità. Ai fini della pensione di anzianità continuano ad essere accreditate 90 giornate del precedente trattamento speciale ai lavoratori che sono stati occupati nell’anno con più di 100 giornate. Contestualmente alla richiesta dell’indennità di disoccupazione può essere richiesto l’assegno per il nucleo familiare.
Ricordiamo ai nostri tesserati e non ma soprattutto a coloro i quali abbiano bisogno di presentare la domanda di disoccupazione agricola avendone diritto di rivolgersi presso il nostro ufficio di Via Rimembranza, 83 Montemesola (Ta).
martedì 9 febbraio 2010
Fondo di credito per i nuovi nati
In D.L. 185/08 ha istituito un Fondo di garanzia che permette ai genitori dei bambini nati o adottati negli anni 2009, 2010 e 2011, di accedere al “Fondo di credito per i nuovi nati” ai fini della concessione di un prestito ad un tasso agevolato con la garanzia dello Stato.
Tale finanziamento, che può arrivare fino ad un massimo di 5.000 euro con un TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) scontato del 50%, può essere restituito in 5 anni. In caso di bambino con una malattia rara (elencate nell'ex art 5 dlgs 124/98), è previsto un’ulteriore abbattimento del TAEG dello 0,50%.
Per l’accesso al fondo non è previsto il possesso di alcun limite di reddito e la garanzia dello stato opera nella misura del 50% dell’esposizione ed è elevata al 75% per i richiedenti con indicatore ISEE non superiore a euro 15.000.
La domanda può essere presentata agli istituti di credito e gli intermediari finanziari che aderiscono all’iniziativa, entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello di nascita o di adozione.
Il modulo di richiesta si potrà compilare direttamente presso le banche, e bisognerà autocertificare oltre al possesso dei requisiti richiesti le modalità di esercizio della patria podestà.
Nel caso di bambini affetti da malattie rare, dovrà essere prodotto anche il certificato rilasciato da una struttura sanitaria pubblica attestante il tipo di patologia.
La Banca/Intermediario finanziario, accertata l’ammissione del Fondo di garanzia e provvederà ad accreditare al beneficiario l’importo corrispondente in base alle modalità concordate con il beneficiario.
Anche se il fondo, garantisce le banche in caso di insolvenza, non esonera le famiglie dall’obbligo di restituzione alle scadenze pattuite.
Ulteriori informazioni possono essere reperite sul sito del Dipartimento per le politiche della famiglia www.fondonuovinati.it.
Tale finanziamento, che può arrivare fino ad un massimo di 5.000 euro con un TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) scontato del 50%, può essere restituito in 5 anni. In caso di bambino con una malattia rara (elencate nell'ex art 5 dlgs 124/98), è previsto un’ulteriore abbattimento del TAEG dello 0,50%.
Per l’accesso al fondo non è previsto il possesso di alcun limite di reddito e la garanzia dello stato opera nella misura del 50% dell’esposizione ed è elevata al 75% per i richiedenti con indicatore ISEE non superiore a euro 15.000.
La domanda può essere presentata agli istituti di credito e gli intermediari finanziari che aderiscono all’iniziativa, entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello di nascita o di adozione.
Il modulo di richiesta si potrà compilare direttamente presso le banche, e bisognerà autocertificare oltre al possesso dei requisiti richiesti le modalità di esercizio della patria podestà.
Nel caso di bambini affetti da malattie rare, dovrà essere prodotto anche il certificato rilasciato da una struttura sanitaria pubblica attestante il tipo di patologia.
La Banca/Intermediario finanziario, accertata l’ammissione del Fondo di garanzia e provvederà ad accreditare al beneficiario l’importo corrispondente in base alle modalità concordate con il beneficiario.
Anche se il fondo, garantisce le banche in caso di insolvenza, non esonera le famiglie dall’obbligo di restituzione alle scadenze pattuite.
Ulteriori informazioni possono essere reperite sul sito del Dipartimento per le politiche della famiglia www.fondonuovinati.it.
martedì 2 febbraio 2010
La Cia presente alla Fieragricola di Verona
Anche quest’anno sarà particolarmente significativa la presenza della Cia-Confederazione italiana agricoltori alla Fieragricola di Verona, giunta alla sua 109° edizione e in programma dal 4 al 7 febbraio prossimi.
La Cia ha, infatti, allestito uno stand istituzionale all’interno di Bioenergy Expo (una delle cinque aree tematiche attraverso le quali si sviluppa quest’anno la rassegna scaligera), nel quale sarà attivo un “Info-point” di Aiel, l'Associazione per le energie agroforestali, con la partecipazione di tecnici e la distribuzione di manuali e materiali informativi su biogas, legno energia, olio vegetale puro a scopo energetico. E questo rappresenta un’ulteriore conferma tangibile della grande attenzione che la Confederazione ha per il campo delle energie rinnovabili di origine agricola, dove ha sviluppato, in questi ultimi anni, un’intesa attività e numerose iniziative di analisi e approfondimento, anche con dimostrazioni pratiche e con studi articolati.
La Cia terrà, inoltre, iniziative sul “biometano”; verranno presentate esperienze di utilizzo dell'olio vegetale puro nell'autotrazione. Tecnici saranno, infine, a disposizione dei visitatori per fare conoscere le opportunità del Programma Se.T.A. per la consulenza aziendale e l'intera gamma dei servizi delle associazioni del sistema Cia.
Se.T.A. -ricorda la Cia- significa Servizi Telematici per l’Agricoltura e si caratterizza come un portale di applicazioni informatiche per semplificare gli adempimenti, per migliorare la gestione e per accrescere la competitività delle imprese agricole.
La Cia ha, infatti, allestito uno stand istituzionale all’interno di Bioenergy Expo (una delle cinque aree tematiche attraverso le quali si sviluppa quest’anno la rassegna scaligera), nel quale sarà attivo un “Info-point” di Aiel, l'Associazione per le energie agroforestali, con la partecipazione di tecnici e la distribuzione di manuali e materiali informativi su biogas, legno energia, olio vegetale puro a scopo energetico. E questo rappresenta un’ulteriore conferma tangibile della grande attenzione che la Confederazione ha per il campo delle energie rinnovabili di origine agricola, dove ha sviluppato, in questi ultimi anni, un’intesa attività e numerose iniziative di analisi e approfondimento, anche con dimostrazioni pratiche e con studi articolati.
La Cia terrà, inoltre, iniziative sul “biometano”; verranno presentate esperienze di utilizzo dell'olio vegetale puro nell'autotrazione. Tecnici saranno, infine, a disposizione dei visitatori per fare conoscere le opportunità del Programma Se.T.A. per la consulenza aziendale e l'intera gamma dei servizi delle associazioni del sistema Cia.
Se.T.A. -ricorda la Cia- significa Servizi Telematici per l’Agricoltura e si caratterizza come un portale di applicazioni informatiche per semplificare gli adempimenti, per migliorare la gestione e per accrescere la competitività delle imprese agricole.
venerdì 15 gennaio 2010
Social card, bonus per pannolini
Il contributo, valido anche per l'acquisto di latte in polvere, sarà di 25 euro
Al via il bonus pannolini e per l'acquisto di latte in polvere per i nati nel 2009. Il contributo una tantum di 25 euro è destinato ai possessori di social card entro gennaio-febbraio, a vantaggio di circa 40 mila bambini.
Il ministero dell'Economia e l'Inps stanno avviando la procedura per il pagamento dei bonus, potendo contare su un importo totale di circa 2 milioni di euro. Si può fare domanda fino al 31 marzo 2010 ma, in base ai calcoli elaborati dagli addetti ai lavori, ci sarebbe la capienza per un secondo accredito intorno ai 20-23 euro, da caricare sulla carta nei prossimi mesi. I beneficiari della social card sono, a oggi, circa 450 mila. A fine dicembre, la carta si è arricchita, oltre all'ammontare di base, di un ulteriore contributo di 10 euro al mese, offerto da Eni come bonus gas. Accantonata l'ipotesi di estendere la platea dei beneficiari, i fondi disponibili appaiono sufficienti a prorogarne l'utilizzo anche al 2011.
Al via il bonus pannolini e per l'acquisto di latte in polvere per i nati nel 2009. Il contributo una tantum di 25 euro è destinato ai possessori di social card entro gennaio-febbraio, a vantaggio di circa 40 mila bambini.
Il ministero dell'Economia e l'Inps stanno avviando la procedura per il pagamento dei bonus, potendo contare su un importo totale di circa 2 milioni di euro. Si può fare domanda fino al 31 marzo 2010 ma, in base ai calcoli elaborati dagli addetti ai lavori, ci sarebbe la capienza per un secondo accredito intorno ai 20-23 euro, da caricare sulla carta nei prossimi mesi. I beneficiari della social card sono, a oggi, circa 450 mila. A fine dicembre, la carta si è arricchita, oltre all'ammontare di base, di un ulteriore contributo di 10 euro al mese, offerto da Eni come bonus gas. Accantonata l'ipotesi di estendere la platea dei beneficiari, i fondi disponibili appaiono sufficienti a prorogarne l'utilizzo anche al 2011.
martedì 12 gennaio 2010
ACCERTAMENTO PER L'INVALIDITA' CIVILE

Altra novità importante a partire da questo nuovo anno, da Gennaio pieni poteri all'INPS.
E’ quanto prevede, in tema di invalidità civile, l’art. 20 del Decreto legge “anticrisi”. Anche la gestione dell’accertamento delle invalidità, fin dalla
presentazione delle domande, che devono arrivare all’Istituto esclusivamente
per via telematica tramite i Patronati quali l’INAC, per arrivare alle visite
mediche, passa nelle mani dell’Istituto.
Da gennaio 2010, le commissioni mediche delle Asl che visitano i cittadini
che presentano domanda di invalidità civile, cecità civile, sordità civile,
handicap e disabilità, saranno integrate da un medico dell’Inps. In ogni caso,
l’accertamento definitivo è effettuato dall’Inps, che avrà quindi l’ultima parola,
attraverso i suoi medici, sulla concessione o meno delle indennità
economiche o di quanto altro richiesto dal cittadino. E sarà sempre l’Istituto
ad accertare la permanenza dei requisiti sanitari nelle visite di verifica per i
titolari di invalidità. In caso di revoca per insussistenza dei requisiti sanitari,
in cui siano rilevate responsabilità per danno erariale, i prefetti dovranno informare del fatto la Corte dei Conti per l’applicazione di sanzioni di sua competenza.
DONNE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Vecchiaia sempre più lontana…..intesa come pensione!
In attuazione della sentenza della Corte di Giustizia europea, l’Italia si è vista obbligata ad equiparare l’accesso alla pensione di vecchiaia della pubblica amministrazione per uomini e donne. Un recente decreto il Governo ha stabilito i nuovi requisiti anagrafici per il collocamento a riposo delle donne, innalzando l’età attuale di 60 anni di un anno ogni biennio a decorrere dal 1° gennaio 2010. A regime, nel 2018/2019, alle donne occorreranno 65 anni per l’accesso alla vecchiaia. Nel 2015 sarà effettuata una prima verifica per valutare l’impatto della norma, in base all’aspettativa di vita elaborata da studi statistici. I nuovi limiti d’età si applicano alle pensioni di vecchiaia liquidate con il sistema retributivo, con il contributivo, o con il misto. Le donne che hanno perfezionato i requisiti in base alla previgente normativa, vale a dire 60 anni d’età con 20 anni di contribuzione oppure 15 anni di contribuzione, se in possesso di un solo giorno di servizio entro il 31/12/92, sono escluse dai nuovi limiti e possono richiedere all’ente di appartenenza la certificazione di tale diritto.
Rimangono escluse dall’applicazione della norma anche le donne appartenenti
al comparto difesa (Corpi di polizia, vigili del fuoco e militari) ed
i magistrati.
Biennio Età richiesta
2010/2011 61
2012/2013 62
2014/2015 63
2016/2017 64
2018/2019 65
PENSIONATI ATTENZIONE!!!!

Siete proprio sicuri che sulla vostra pensione sono considerati tutti i contributi???
Una recente Sentenza della Corte di Cassazione, ha chiarito che per il calcolo dei contributi figurativi si deve tenere conto della media delle retribuzione
settimanali effettivamente percepiti in costanza di rapporto di lavoro nell’anno di riferimento.
Erroneamente l’INPS non tiene conto ai fini di tale calcolo, delle retribuzione aggiuntive (la tredicesima e la quattordicesima mensilità) e dell’indennità sostitutiva per ferie non godute, anche se tali importi dovrebbero essere considerati nell’ammontare delle retribuzioni pensionabili.
I pensionati che durante la vita lavorativa hanno avuto accreditati periodi di contribuzione figurativa, anche da infortunio, malattia disoccupazione, negli
ultimi 10 anni di contribuzione, devono presentare domanda di ricostituzione della pensione tramite un patronato.
Veniteci a trovare per una consulenza sull'argomento.
NOVITA' MODELLI RED 2010
Importanti novità all'orizzonte per quel che riguarda i Modelli RED 2010.
I pensionati non dovranno più presentare all’Istituto Previdenziale
le dichiarazioni reddituali (RED) per la verifica del diritto
alle prestazioni previdenziali ed assistenziali. Probabilmente dal
prossimo anno sarà l’Agenzia delle Entrate a fornire agli enti
ed istituti previdenziali tutte le informazioni relative ai redditi
dei pensionati e dei loro nuclei familiari influenti per la determinazione
dell’importo della pensione.
I pensionati non dovranno più presentare all’Istituto Previdenziale
le dichiarazioni reddituali (RED) per la verifica del diritto
alle prestazioni previdenziali ed assistenziali. Probabilmente dal
prossimo anno sarà l’Agenzia delle Entrate a fornire agli enti
ed istituti previdenziali tutte le informazioni relative ai redditi
dei pensionati e dei loro nuclei familiari influenti per la determinazione
dell’importo della pensione.
martedì 22 dicembre 2009
AUGURI DI BUON NATALE
lunedì 7 dicembre 2009
Manovra 2010 con più ricerca e meno enti locali
Ore decisive per la Finanziaria da 8,9 miliardi di euro per il 2010, che nella sessione a oltranza tra domenica sera e lunedì troverà in commissione Bilancio alla Camera quella che probabilmente sarà la sua versione definitiva. Dopo il passaggio in commissione, infatti, è quasi certo il ricorso alla fiducia per il voto in Aula, e la blindatura dovrebbe riproporsi poi al Senato per evitare una quarta lettura difficile da inserire nel calendario di fine anno. Tutto ruota atntorno al maxi-emendamento presentato dal relatore Massimo Corsaro (Pdl), che riscrive gli articoli 2 e 3 del disegno di legge accogliendo i correttivi proposti dal governo nei giorni scorsi.
Enti locali
Nel testo torna l'obbligatorietà dei tagli alle giunte e ai consigli di comuni e province, necessari a trovare i risparmi da 229 milioni in tre anni di cui saranno alleggeriti i trasferimenti agli enti locali, mentre i sindaci trovano il rimborso integrale, a partire dal 2009, per l'Ici abolita sull'abitazione principale. Senza copertura rimangono però i 350 milioni che i comuni non hanno incassato nel 2008, e che ancora non sono stati indennizzati dagli assegni statali. Sempre nel capitolo enti locali, saltano le compensazioni per le utility colpite dalle multe Ue sugli aiuti di Stato e la possibilità di rimborsare i volontari che si impegnano nelle ronde per la sicurezza urbana: l'addio a questa norma è accolto con soddisfazione dal sindacato autonomo di Polizia, che per bocca del segretario generale Nicola Tanzi ringrazia il presidente della Camera Gianfranco Fini.
Regioni e sanità
Confermato invece il super-Fisco per le Regioni interessate dagli extradeficit sanitari: se i piani di rientro dal debito non saranno presentati in tempo o si dimostreranno troppo deboli, scatterà il commissariamento e le aliquote Irap e Irpef dovranno crescere rispettivamente dello 0,3% e dello 0,15%, superando anche i tetti massimi previsti dalla legge. Sui 2,4 miliardi aggiuntivi per i fondi sanitari, concordati pochi giorni fa da governo e regioni, i governatori dovranno probabilmente aspettare un prossimo provvedimento.
Ricerca
Negli ultimi passaggi prima del voto decisivo la manovra 2010 ha imbarcato anche un importante pacchetto per la ricerca, a partire dall'aumento fino a quota 1.050 milioni da destinare nel prossimo biennio al credito d'imposta per gli investimenti delle imprese. Le università dovrebbero portare a casa uno stanziamento extra di 400 milioni, che compensa in parte i tagli previsti per l'anno prossimo dalla manovra dell'estate 2008 e si avvicina alle richieste dei rettori, che puntavano su mezzo miliardo: 130 milioni vanno invece alle scuole non statali.
Banca del Sud e credito alle imprese
Dopo un'altalena durata giorni, e seguita in prima persona dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti, sul treno del maxi-emendamento è rientrata anche la Banca del Sud, mentre salvo soprese dell'ultim'ora non dovrebbero trovare spazio gli sconti fiscali per gli istituti di credito che aderiscono alla moratoria sui debiti delle piccole e medie imprese. «Su questo sono totalmente d'accordo con Tremonti - ha commentato il ministro per la Pubblica amministrazione Renato Brunetta - perché non possiamo dare sgravi a un sistema bancario che si è dimostrato molto miope ed egoista».
Welfare
Nella sua forma definitiva, il pacchetto welfare dovrebbe invece valere 975 milioni per la proroga della cassa integrazione in deroga e degli sravi per i contratti di produttività, il potenziamento alle indennità per i precari che perdono il lavoro e gli incentivi alle agenzie di lavoro.
dal Sole 24 Ore
Enti locali
Nel testo torna l'obbligatorietà dei tagli alle giunte e ai consigli di comuni e province, necessari a trovare i risparmi da 229 milioni in tre anni di cui saranno alleggeriti i trasferimenti agli enti locali, mentre i sindaci trovano il rimborso integrale, a partire dal 2009, per l'Ici abolita sull'abitazione principale. Senza copertura rimangono però i 350 milioni che i comuni non hanno incassato nel 2008, e che ancora non sono stati indennizzati dagli assegni statali. Sempre nel capitolo enti locali, saltano le compensazioni per le utility colpite dalle multe Ue sugli aiuti di Stato e la possibilità di rimborsare i volontari che si impegnano nelle ronde per la sicurezza urbana: l'addio a questa norma è accolto con soddisfazione dal sindacato autonomo di Polizia, che per bocca del segretario generale Nicola Tanzi ringrazia il presidente della Camera Gianfranco Fini.
Regioni e sanità
Confermato invece il super-Fisco per le Regioni interessate dagli extradeficit sanitari: se i piani di rientro dal debito non saranno presentati in tempo o si dimostreranno troppo deboli, scatterà il commissariamento e le aliquote Irap e Irpef dovranno crescere rispettivamente dello 0,3% e dello 0,15%, superando anche i tetti massimi previsti dalla legge. Sui 2,4 miliardi aggiuntivi per i fondi sanitari, concordati pochi giorni fa da governo e regioni, i governatori dovranno probabilmente aspettare un prossimo provvedimento.
Ricerca
Negli ultimi passaggi prima del voto decisivo la manovra 2010 ha imbarcato anche un importante pacchetto per la ricerca, a partire dall'aumento fino a quota 1.050 milioni da destinare nel prossimo biennio al credito d'imposta per gli investimenti delle imprese. Le università dovrebbero portare a casa uno stanziamento extra di 400 milioni, che compensa in parte i tagli previsti per l'anno prossimo dalla manovra dell'estate 2008 e si avvicina alle richieste dei rettori, che puntavano su mezzo miliardo: 130 milioni vanno invece alle scuole non statali.
Banca del Sud e credito alle imprese
Dopo un'altalena durata giorni, e seguita in prima persona dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti, sul treno del maxi-emendamento è rientrata anche la Banca del Sud, mentre salvo soprese dell'ultim'ora non dovrebbero trovare spazio gli sconti fiscali per gli istituti di credito che aderiscono alla moratoria sui debiti delle piccole e medie imprese. «Su questo sono totalmente d'accordo con Tremonti - ha commentato il ministro per la Pubblica amministrazione Renato Brunetta - perché non possiamo dare sgravi a un sistema bancario che si è dimostrato molto miope ed egoista».
Welfare
Nella sua forma definitiva, il pacchetto welfare dovrebbe invece valere 975 milioni per la proroga della cassa integrazione in deroga e degli sravi per i contratti di produttività, il potenziamento alle indennità per i precari che perdono il lavoro e gli incentivi alle agenzie di lavoro.
dal Sole 24 Ore
Ponte dell’Immacolata: niente tutto esaurito per gli agriturismi. La crisi fa sentire i suoi effetti. Si punta molto sul “last minute”
Nonostante il settore registri difficoltà meno pesanti rispetto agli altri comparti agricoli, Turismo Verde-Cia evidenza i problemi e il clima d’incertezza delle aziende. Le prenotazioni per la prossima festa dell’8 dicembre mostrano una situazione non omogenea nelle varie regioni. In alcune ci sarà il “pienone”, in altre diversi “vuoti”. Confermato il trend al ribasso registrato durante il 2009. Un’indagine condotta ad Agri@tour di Arezzo evidenzia che i giovani sono molto interessati alla prenotazione mobile, tramite cellulare, già attiva in molti agriturismi.
Per il prossimo ponte dell’Immacolata niente tutto esaurito. La crisi continua, anche se con minore intensità rispetto agli altri settori, a far sentire i suoi effetti sull’agriturismo. Le prenotazioni mostrano, infatti, una situazione non omogenea nelle varie realtà territoriali: alcune regioni o province, particolarmente vocate alle vacanze estive (Emilia Romagna, Sardegna ed alcune zone costiere della Toscana), registrano un significativo calo rispetto allo scorso anno (meno 7-8 per cento), il Veneto, il Friuli Venezia Giulia, l’Umbria, il Lazio, il Salento, la Calabria, la Sicilia fanno, invece, il “pienone”. Non solo. Mentre in Veneto e in Friuli gli ospiti saranno quasi esclusivamente italiani, nelle altre regioni molti degli ospiti saranno stranieri (40 per cento circa). E’ quanto evidenzia Turismo Verde, l’associazione agrituristica della Cia-Confederazione italiana agricoltori, che mette in evidenza come in questo particolare comparto, che negli ultimi anni ha messo a segno un vero boom, cominci a frenare, anche se le luci ancora sovrastano le ombre che, al contrario, per l’intera agricoltura sono alquanto pesanti.
Il ponte dell’8 dicembre, che di consuetudine dà l’avvio alla stagione delle vacanze invernali, che avranno il loro culmine con le feste di fine d’anno, conferma, d’altra parte, il trend dell’intero 2009 che per gli agriturismi -come rileva Turismo Verde-Cia- non è stato esaltante, anche se in alcune realtà del Paese si è avuta una situazione brillante. Uno scenario, dunque, non certo nitido. Le preoccupazioni per gli operatori del settore, alimentate soprattutto dagli alti costi di gestione, restano e il minor afflusso di ospiti e i soggiorni “mordi e fuggi” (due-tre giorni), concentrati in particolare nei fine-settimana, contribuiscono ad accrescere un clima d’incertezza.
Nella festività dell’Immacolata -afferma Turismo Verde-Cia- saranno, comunque, il “last minute” e le condizioni meteorologiche a condizionare gli spostamenti dei vacanzieri. L’offerta enogastronomica e la possibilità di trascorrere, all’interno dell’azienda in caso di pioggia, i giorni di vacanza sono uno degli elementi vincenti del prossimo lungo ponte: la possibilità di frequentare brevi corsi di apprendimento, centri benessere, intrattenimenti per adulti e bambini sono sempre un forte richiamo per chi è alla ricerca di un breve periodo di serenità.
In tale contesto Turismo Verde-Cia presenta il bilancio di un’indagine svolta nel corso della recente ottava edizione di Agri@tour, il Salone nazionale dell’agriturismo, tenutosi ad Arezzo, alla quale ha partecipato. Effettuato tra le oltre 40 aziende presenti nello stand dell’associazione ed i numerosi visitatori che hanno contattato gli operatori e i responsabili di Turismo Verde sull’offerta agrituristica, il sondaggio rileva che i giovani (40 per cento circa dei 12.000 visitatori di quest’anno) sono molto interessati alla prenotazione mobile, tramite cellulare, presentata proprio da Turismo Verde-Cia ad Arezzo e già attiva in molti agriturismi della Sicilia, della Calabria, della Lombardia. Inoltre, risulta che le giovani famiglie, con bambini al di sotto dei 10 anni (30 per cento circa), preferiscono scegliere la vacanza in agriturismo soprattutto tramite internet. Il resto si affida al passaparola tra amici, depliant aziendali e guide.
Per il prossimo ponte dell’Immacolata niente tutto esaurito. La crisi continua, anche se con minore intensità rispetto agli altri settori, a far sentire i suoi effetti sull’agriturismo. Le prenotazioni mostrano, infatti, una situazione non omogenea nelle varie realtà territoriali: alcune regioni o province, particolarmente vocate alle vacanze estive (Emilia Romagna, Sardegna ed alcune zone costiere della Toscana), registrano un significativo calo rispetto allo scorso anno (meno 7-8 per cento), il Veneto, il Friuli Venezia Giulia, l’Umbria, il Lazio, il Salento, la Calabria, la Sicilia fanno, invece, il “pienone”. Non solo. Mentre in Veneto e in Friuli gli ospiti saranno quasi esclusivamente italiani, nelle altre regioni molti degli ospiti saranno stranieri (40 per cento circa). E’ quanto evidenzia Turismo Verde, l’associazione agrituristica della Cia-Confederazione italiana agricoltori, che mette in evidenza come in questo particolare comparto, che negli ultimi anni ha messo a segno un vero boom, cominci a frenare, anche se le luci ancora sovrastano le ombre che, al contrario, per l’intera agricoltura sono alquanto pesanti.
Il ponte dell’8 dicembre, che di consuetudine dà l’avvio alla stagione delle vacanze invernali, che avranno il loro culmine con le feste di fine d’anno, conferma, d’altra parte, il trend dell’intero 2009 che per gli agriturismi -come rileva Turismo Verde-Cia- non è stato esaltante, anche se in alcune realtà del Paese si è avuta una situazione brillante. Uno scenario, dunque, non certo nitido. Le preoccupazioni per gli operatori del settore, alimentate soprattutto dagli alti costi di gestione, restano e il minor afflusso di ospiti e i soggiorni “mordi e fuggi” (due-tre giorni), concentrati in particolare nei fine-settimana, contribuiscono ad accrescere un clima d’incertezza.
Nella festività dell’Immacolata -afferma Turismo Verde-Cia- saranno, comunque, il “last minute” e le condizioni meteorologiche a condizionare gli spostamenti dei vacanzieri. L’offerta enogastronomica e la possibilità di trascorrere, all’interno dell’azienda in caso di pioggia, i giorni di vacanza sono uno degli elementi vincenti del prossimo lungo ponte: la possibilità di frequentare brevi corsi di apprendimento, centri benessere, intrattenimenti per adulti e bambini sono sempre un forte richiamo per chi è alla ricerca di un breve periodo di serenità.
In tale contesto Turismo Verde-Cia presenta il bilancio di un’indagine svolta nel corso della recente ottava edizione di Agri@tour, il Salone nazionale dell’agriturismo, tenutosi ad Arezzo, alla quale ha partecipato. Effettuato tra le oltre 40 aziende presenti nello stand dell’associazione ed i numerosi visitatori che hanno contattato gli operatori e i responsabili di Turismo Verde sull’offerta agrituristica, il sondaggio rileva che i giovani (40 per cento circa dei 12.000 visitatori di quest’anno) sono molto interessati alla prenotazione mobile, tramite cellulare, presentata proprio da Turismo Verde-Cia ad Arezzo e già attiva in molti agriturismi della Sicilia, della Calabria, della Lombardia. Inoltre, risulta che le giovani famiglie, con bambini al di sotto dei 10 anni (30 per cento circa), preferiscono scegliere la vacanza in agriturismo soprattutto tramite internet. Il resto si affida al passaparola tra amici, depliant aziendali e guide.
Finanziaria: passo avanti sul Fondo per le calamità naturali. Aperti ancora il problema dei contributi previdenziali, l’ “accisa zero” sul gasolio e

Il presidente della Cia Giuseppe Politi commenta gli emendamenti alla manovra economica per il 2010 in discussione alla Camera: un primo risultato ottenuto grazie alla nostra mobilitazione sull’intero territorio nazionale, che proseguirà nei prossimi giorni. Rimangono, comunque, parziali le risposte alle esigenze degli agricoltori. Rinnovato l’appello alla convocazione del Tavolo agroalimentare e della dichiarazione dello stato di crisi.
“Soltanto un primo passo avanti. Molti ancora i problemi che restano aperti e che richiedono subito immediate risposte”. Così il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi commenta gli emendamenti alla legge finanziaria per il 2010 in discussione alla Camera che contengono anche stanziamenti di 250 milioni di euro per il Fondo di solidarietà nazionale per le calamità naturali derivanti dallo scudo fiscale.
“Le risorse previste per il Fondo, che non devono essere utilizzate per altre ‘voci’, non sono certo sufficienti per coprire in maniera adeguata le esigenze dei produttori agricoli. In ogni caso, è un segnale importante che -avverte Politi- qualcosa nei confronti dell' agricoltura si sta muovendo. E questo grazie alla nostra mobilitazione sull’intero territorio nazionale attraverso la quale abbiamo denunciato sia alle istituzioni che all’opinione pubblica la gravità della crisi che stanno attraverso migliaia di imprese, oppresse da costi produttivi, contributivi e burocratici asfissianti e da un crollo verticale dei prezzi praticati sui campi. Una mobilitazione che proseguirà, anche con iniziative promosse con altre organizzazioni”.
“Insomma, una risposta -sottolinea il presidente della Cia- molto parziale. C’è, infatti, bisogno di altri interventi per dare reali sostegni alle aziende agricole. In particolare, occorre stabilizzare la fiscalizzazione degli oneri sociali per le zone svantaggiate e di montagna. Un’agevolazione da allargare a tutti quei settori che fanno i conti con una profonda crisi”.
“Altro elemento fondamentale per fronteggiare la delicata situazione in cui versano le aziende -rimarca Politi- è quello di estendere a tutte le attività agricole e zootecniche l’ ‘accisa zero’ per il gasolio, comprese, quindi, le colture sotto serra, che l’Ue vuole cancellare e sulla quali serve un chiarimento da parte delle nostre istituzioni preposte. Ad esso si deve necessariamente aggiungere la riduzione al 4 per cento dell’aliquota Iva sui carburanti utilizzati nelle attività a tutto il 2010”.
“In ogni modo, al di là della finanziaria, per la quale auspichiamo un cambiamento di rotta nei confronti dell’agricoltura, rinnoviamo l’appello al governo affinché -ribadisce il presidente della Cia- convochi al più presto il Tavolo agroalimentare a Palazzo Chigi, per discutere con tutti i protagonisti della filiera le misure e le strategie per far uscire dal coma profondo il settore agricolo, e si proceda alla dichiarazione dello stato di crisi. Una procedura necessaria per far slittare tutte le scadenze, contributive e fiscali, alle quali gli agricoltori, vista la persistente difficoltà economica, non sono in grado di assolvere”.
Il 730 scende ancora in campo: in rete nuova bozza e istruzioni
Tra le detrazioni al debutto, il "bonus arredi". Via libera al forum per inviare proposte e suggerimenti
Il 730/2010 raddoppia. È on line, sul sito delle Entrate, una nuova bozza del modello da presentare per i redditi del 2009. Tra le nuove detrazioni e quelle prorogate, trova spazio anche il differimento del 20% dell'acconto Irpef, previsto dal Dl 168/2009. La nuova versione, rispetto alla precedente, comprende anche il prospetto di liquidazione modello 730/3 e le istruzioni per la compilazione.
Attivato, come per gli altri modelli, un forum aperto a chiunque voglia formulare proposte e suggerimenti.
Spazio alla riduzione dell'acconto Irpef
La novità più rilevante, rispetto alla bozza del 2 novembre scorso, è l'inserimento, all'interno del quadro F, della colonna 5 del rigo F1. Nel nuovo campo andrà inserito, nel caso in cui il contribuente avesse versato l'acconto Irpef applicando la percentuale del 99%, l'eccedenza pagata e compensata nel modello F24. Ciò in applicazione di quanto disposto dal Dl 168/2009, che ha ridotto l'acconto Irpef di novembre dal 99 al 79%.
Detrazioni tra novità e proroghe
Debutta la detrazione del 20%, introdotta dal Dl 5/2009, delle spese sostenute per acquistare mobili, elettrodomestici di classe energetica non inferiore ad A+, apparecchi televisivi e computer destinati all'arredo di immobili ristrutturati.
Tra le novità, da segnalare le misure a favore dei contribuenti abruzzesi danneggiati dal sisma dello scorso aprile. Per loro, infatti, è previsto sia un credito d'imposta per la riparazione, la ricostruzione o l'acquisto degli immobili danneggiati sia una riduzione del 30% del reddito da locazione o comodato di immobili dati a famiglie le cui abitazioni principali siano state distrutte o dichiarate inagibili in seguito al terremoto.
Al battesimo anche la riduzione d'imposta (introdotta dal Dl 185/2008) sul trattamento economico accessorio percepito dal personale del comparto Sicurezza, Difesa e Soccorso pubblico.
Risparmio energetico, incentivi all'uso dei trasporti pubblici e alla formazione dei docenti, aiuti alle famiglie continuano a trovare spazio anche nel 730/2010.
Sono state infatti confermate la detrazione del 20% per la sostituzione di frigoriferi e congelatori e per l'acquisto di motori a elevata efficienza e di variatori di velocità, quella del 36% per le spese di ristrutturazione edilizia, il bonus del 55% per gli interventi finalizzati al risparmio energetico degli edifici esistenti, con la possibilità, per chi ha ereditato o acquistato immobili oggetto di interventi nell'anno 2008, di rideterminare il numero delle quote residue.
I docenti, inoltre, potranno fruire della detrazione d'imposta del 19% per le spese di autoaggiornamento e formazione.
E costerà di meno anche viaggiare, sfruttando la proroga del bonus del 19% per l'acquisto di abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale.
Entra poi a regime dal 2009 la detrazione del 19% di cui possono fruire i genitori per le spese di frequenza degli asili nido.
Infine, uno spazio ad hoc per dare la possibilità ai dipendenti del settore privato di optare per una differente modalità di tassazione dei premi di produttività percepiti.
Prospetto di liquidazione 730/3
Le novità presenti nel prospetto di liquidazione sostanzialmente riflettono quelle introdotte all'interno del modello di dichiarazione. Fanno il loro ingresso, infatti, i righi dedicati alla detrazione per il personale del comparto Sicurezza, Difesa e Soccorso e ai crediti d'imposta per i contribuenti abruzzesi danneggiati dal sisma dell'aprile 2009.
5 per mille
Anche la seconda bozza del 730/2010 non contiene il riquadro per la scelta del 5 per mille, in quanto ancora non ne è stata sancita la proroga.
Il 730/2010 raddoppia. È on line, sul sito delle Entrate, una nuova bozza del modello da presentare per i redditi del 2009. Tra le nuove detrazioni e quelle prorogate, trova spazio anche il differimento del 20% dell'acconto Irpef, previsto dal Dl 168/2009. La nuova versione, rispetto alla precedente, comprende anche il prospetto di liquidazione modello 730/3 e le istruzioni per la compilazione.
Attivato, come per gli altri modelli, un forum aperto a chiunque voglia formulare proposte e suggerimenti.
Spazio alla riduzione dell'acconto Irpef
La novità più rilevante, rispetto alla bozza del 2 novembre scorso, è l'inserimento, all'interno del quadro F, della colonna 5 del rigo F1. Nel nuovo campo andrà inserito, nel caso in cui il contribuente avesse versato l'acconto Irpef applicando la percentuale del 99%, l'eccedenza pagata e compensata nel modello F24. Ciò in applicazione di quanto disposto dal Dl 168/2009, che ha ridotto l'acconto Irpef di novembre dal 99 al 79%.
Detrazioni tra novità e proroghe
Debutta la detrazione del 20%, introdotta dal Dl 5/2009, delle spese sostenute per acquistare mobili, elettrodomestici di classe energetica non inferiore ad A+, apparecchi televisivi e computer destinati all'arredo di immobili ristrutturati.
Tra le novità, da segnalare le misure a favore dei contribuenti abruzzesi danneggiati dal sisma dello scorso aprile. Per loro, infatti, è previsto sia un credito d'imposta per la riparazione, la ricostruzione o l'acquisto degli immobili danneggiati sia una riduzione del 30% del reddito da locazione o comodato di immobili dati a famiglie le cui abitazioni principali siano state distrutte o dichiarate inagibili in seguito al terremoto.
Al battesimo anche la riduzione d'imposta (introdotta dal Dl 185/2008) sul trattamento economico accessorio percepito dal personale del comparto Sicurezza, Difesa e Soccorso pubblico.
Risparmio energetico, incentivi all'uso dei trasporti pubblici e alla formazione dei docenti, aiuti alle famiglie continuano a trovare spazio anche nel 730/2010.
Sono state infatti confermate la detrazione del 20% per la sostituzione di frigoriferi e congelatori e per l'acquisto di motori a elevata efficienza e di variatori di velocità, quella del 36% per le spese di ristrutturazione edilizia, il bonus del 55% per gli interventi finalizzati al risparmio energetico degli edifici esistenti, con la possibilità, per chi ha ereditato o acquistato immobili oggetto di interventi nell'anno 2008, di rideterminare il numero delle quote residue.
I docenti, inoltre, potranno fruire della detrazione d'imposta del 19% per le spese di autoaggiornamento e formazione.
E costerà di meno anche viaggiare, sfruttando la proroga del bonus del 19% per l'acquisto di abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale.
Entra poi a regime dal 2009 la detrazione del 19% di cui possono fruire i genitori per le spese di frequenza degli asili nido.
Infine, uno spazio ad hoc per dare la possibilità ai dipendenti del settore privato di optare per una differente modalità di tassazione dei premi di produttività percepiti.
Prospetto di liquidazione 730/3
Le novità presenti nel prospetto di liquidazione sostanzialmente riflettono quelle introdotte all'interno del modello di dichiarazione. Fanno il loro ingresso, infatti, i righi dedicati alla detrazione per il personale del comparto Sicurezza, Difesa e Soccorso e ai crediti d'imposta per i contribuenti abruzzesi danneggiati dal sisma dell'aprile 2009.
5 per mille
Anche la seconda bozza del 730/2010 non contiene il riquadro per la scelta del 5 per mille, in quanto ancora non ne è stata sancita la proroga.
giovedì 26 novembre 2009
Finanziaria, niente tagli su Irap, Irpef e affitti
ROMA - Niente taglio dell'Irap, neanche in formato mini, niente alleggerimento dell'Irpef e niente cedolare secca sugli affitti: sul tavolo ci sono 'solo' 4 miliardi di euro da spendere e questi serviranno per interventi "strutturali", dal welfare alle piccole e medie imprese, e non per misure "mirate". Alla vigilia dell'esame alla Camera della manovra, il superministro dell'Economia Giulio Tremonti la spunta sui colleghi di governo e sul partito e ribadisce la linea del rigore: disponibilità a ascoltare dunque sì, sarebbe stato il ragionamento del titolare di via XX Settembre, nuovi assalti alla diligenza no.
Se il Tesoro fissa i paletti sul fronte dei contenuti, il presidente della Camera Gianfranco Fini fa sentire la sua voce su quello del metodo e anticipando le mosse del governo fa sapere di non essere disponibile a accettare un maxiemendamento confezionato in extremis (e dunque infarcito di misure non discusse in Parlamento) e sul quale i deputati sarebbero obbligati a esprimere solo il voto di fiducia. Parole, quelle di Fini, arrivate durante la riunione della Consulta economica del Pdl e che sulle prime avrebbero lasciato, secondo quanto riferiscono alcuni partecipanti, un po' spiazzati. I lavori in commissione infatti secondo l'attuale calendario dovrebbero terminare entro il 4 dicembre, vale a dire più di dieci giorni prima della chiusura della sanatoria per il rientro dei capitali dall'estero, che rappresenta la fonte di finanziamento del pacchetto di novità che il governo punta a inserire alla Camera.
Le perplessità sarebbero state tuttavia superate, come dimostra la nota messa a punto dal Pdl al termine della riunione: l'obiettivo, spiegano infatti i vertici del partito, é quello di "definire un testo condiviso che sia approvato già in commissione Bilancio", in modo da escludere sorprese durante l'esame dell'Aula. Quello esposto da Fini "é un parametro - dice Ignazio La Russa - assolutamente corretto". E le tre ore di riunione in via dell'Umiltà si sono così trasformate nel primo passo per vincere la sfida. Il pressing della maggioranza per ottenere un taglio alle tasse anche negli ultimi giorni è stato insistente, così come quello dei tanti ministeri di spesa arrivando a toccare i 25 miliardi di euro: sei volte di più di quanto non vi sia "nel cassetto" a disposizione.
Le risorse, ha infatti ribadito oggi Tremonti, non superano i 4 miliardi di euro e sono quelle che arriveranno dallo scudo fiscale. Ergo, il taglio dell'Irap, così come interventi sull'Irpef o la cedolare secca sugli affitti "sono fuori dalla Finanziaria", spiega il relatore alla Finanziaria Massimo Corsaro. Per ora, "preferiamo interventi di struttura a interventi mirati e quindi interverremo con misure di sviluppo, per il welfare e per gli enti locali". Nel 2010 poi si vedrà, tutto dipenderà dall'andamento dei conti. Carceri, scuola, giustizia, sicurezza, piccole e medie imprese sono tra gli altri capitoli ai quali governo e maggioranza stanno lavorando e che domani saranno al centro di una nuova riunione anche con gli alleati della Lega, l'ultimo appuntamento in agenda prima di poter iniziare a formalizzare le proposte.
Se il Tesoro fissa i paletti sul fronte dei contenuti, il presidente della Camera Gianfranco Fini fa sentire la sua voce su quello del metodo e anticipando le mosse del governo fa sapere di non essere disponibile a accettare un maxiemendamento confezionato in extremis (e dunque infarcito di misure non discusse in Parlamento) e sul quale i deputati sarebbero obbligati a esprimere solo il voto di fiducia. Parole, quelle di Fini, arrivate durante la riunione della Consulta economica del Pdl e che sulle prime avrebbero lasciato, secondo quanto riferiscono alcuni partecipanti, un po' spiazzati. I lavori in commissione infatti secondo l'attuale calendario dovrebbero terminare entro il 4 dicembre, vale a dire più di dieci giorni prima della chiusura della sanatoria per il rientro dei capitali dall'estero, che rappresenta la fonte di finanziamento del pacchetto di novità che il governo punta a inserire alla Camera.
Le perplessità sarebbero state tuttavia superate, come dimostra la nota messa a punto dal Pdl al termine della riunione: l'obiettivo, spiegano infatti i vertici del partito, é quello di "definire un testo condiviso che sia approvato già in commissione Bilancio", in modo da escludere sorprese durante l'esame dell'Aula. Quello esposto da Fini "é un parametro - dice Ignazio La Russa - assolutamente corretto". E le tre ore di riunione in via dell'Umiltà si sono così trasformate nel primo passo per vincere la sfida. Il pressing della maggioranza per ottenere un taglio alle tasse anche negli ultimi giorni è stato insistente, così come quello dei tanti ministeri di spesa arrivando a toccare i 25 miliardi di euro: sei volte di più di quanto non vi sia "nel cassetto" a disposizione.
Le risorse, ha infatti ribadito oggi Tremonti, non superano i 4 miliardi di euro e sono quelle che arriveranno dallo scudo fiscale. Ergo, il taglio dell'Irap, così come interventi sull'Irpef o la cedolare secca sugli affitti "sono fuori dalla Finanziaria", spiega il relatore alla Finanziaria Massimo Corsaro. Per ora, "preferiamo interventi di struttura a interventi mirati e quindi interverremo con misure di sviluppo, per il welfare e per gli enti locali". Nel 2010 poi si vedrà, tutto dipenderà dall'andamento dei conti. Carceri, scuola, giustizia, sicurezza, piccole e medie imprese sono tra gli altri capitoli ai quali governo e maggioranza stanno lavorando e che domani saranno al centro di una nuova riunione anche con gli alleati della Lega, l'ultimo appuntamento in agenda prima di poter iniziare a formalizzare le proposte.
lunedì 23 novembre 2009
Emergenza agricoltura: la protesta della Cia si sposta a Roma. Il 24 novembre due grandi sit-in con migliaia di produttori
Dopo Milano, Perugia e Napoli, manifestazioni interregionali in cui si è registrato uno straordinario successo, e di iniziative territoriali, anche con altre organizzazioni, il prossimo appuntamento della mobilitazione promossa dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori in tutto il Paese sarà a Roma martedì 24 novembre. Due grandi sit-in, a partire dalle ore 9.00, si terranno in piazza Montecitorio, davanti alla Camera dei Deputati (dove si discuterà della legge finanziaria per il 2010), e in via XX Settembre, di fronte ai ministeri delle Politiche agricole, alimentari e forestali e dell’Economia e delle Finanze. Nella capitale è previsto l’arrivo di migliaia di produttori agricoli provenienti da tutte le regioni.
Una manifestazione di protesta -sottolinea la Cia- per sollecitare attenzione ai gravi problemi delle imprese e per richiedere tempestive misure, a cominciare dalla dichiarazione dello stato di crisi, indispensabile per rinviare i pagamenti contributivi e fiscali che oggi tantissimi agricoltori, sotto il peso dei costi alle stelle e di prezzi sui campi in caduta libera, non sono nelle condizioni di adempiere.
La situazione è resa ancora più grave -avverte la Cia- a causa della mancanza di politiche e di interventi che diano reali sostegni alle imprese. Lo stesso maxi-emendamento alla finanziaria 2010, approvato dal Senato e ora in discussione alla Camera, appare come una farsa nei confronti del settore. E’ vero che è previsto un finanziamento al Fondo di solidarietà nazionale per le calamità naturali e una proroga al 31 luglio prossimo della fiscalizzazione degli oneri sociali per le zone svantaggiate e di montagna, ma è altrettanto vero che questi soldi vengono sottratti al altre “voci” già destinate all’agricoltura. Un semplice spostamento di risorse che non cambia le carte in tavola. Lo scenario complessivo resta gravissimo, di piena emergenza.
Un contesto drammatico che ha spinto il presidente nazionale della Cia Giuseppe Politi a rinnovare l’appello per un impegno unitario dell’intero mondo agricolo, dalle organizzazioni professionali agli agricoltori. Un’esigenza questa che viene proprio dai produttori che vogliono avere più forza contrattuale e far sentire in positivo il loro “peso” nelle scelte di politica economica e sociale.
Non a caso, nel corso della manifestazione interregionale di Napoli, il presidente della Cia, il cui appello all’unità è stato accolto con un forte applauso degli agricoltori presenti, ha evidenziato che un’azione comune e condivisa da parte delle organizzazioni è dettato dall’impellente esigenza di difendere con maggiore determinazione le imprese e i redditi dei produttori, di ridurre i costi, di dare certezze. Ignorare questa necessità significa operare contro il settore e i suoi tanti protagonisti che sono gli imprenditori agricoli.
In vista dei due sit-in romani e delle altre iniziative in programma nell’ambito della mobilitazione, il presidente della Cia ha chiesto, in una lettera, incontri con i presidenti del Senato Renato Schifani e della Camera Gianfranco Fini ai quali illustrare, attraverso la presentazione di un documento, i motivi che sono alla base della protesta del mondo agricolo.
Una manifestazione di protesta -sottolinea la Cia- per sollecitare attenzione ai gravi problemi delle imprese e per richiedere tempestive misure, a cominciare dalla dichiarazione dello stato di crisi, indispensabile per rinviare i pagamenti contributivi e fiscali che oggi tantissimi agricoltori, sotto il peso dei costi alle stelle e di prezzi sui campi in caduta libera, non sono nelle condizioni di adempiere.
La situazione è resa ancora più grave -avverte la Cia- a causa della mancanza di politiche e di interventi che diano reali sostegni alle imprese. Lo stesso maxi-emendamento alla finanziaria 2010, approvato dal Senato e ora in discussione alla Camera, appare come una farsa nei confronti del settore. E’ vero che è previsto un finanziamento al Fondo di solidarietà nazionale per le calamità naturali e una proroga al 31 luglio prossimo della fiscalizzazione degli oneri sociali per le zone svantaggiate e di montagna, ma è altrettanto vero che questi soldi vengono sottratti al altre “voci” già destinate all’agricoltura. Un semplice spostamento di risorse che non cambia le carte in tavola. Lo scenario complessivo resta gravissimo, di piena emergenza.
Un contesto drammatico che ha spinto il presidente nazionale della Cia Giuseppe Politi a rinnovare l’appello per un impegno unitario dell’intero mondo agricolo, dalle organizzazioni professionali agli agricoltori. Un’esigenza questa che viene proprio dai produttori che vogliono avere più forza contrattuale e far sentire in positivo il loro “peso” nelle scelte di politica economica e sociale.
Non a caso, nel corso della manifestazione interregionale di Napoli, il presidente della Cia, il cui appello all’unità è stato accolto con un forte applauso degli agricoltori presenti, ha evidenziato che un’azione comune e condivisa da parte delle organizzazioni è dettato dall’impellente esigenza di difendere con maggiore determinazione le imprese e i redditi dei produttori, di ridurre i costi, di dare certezze. Ignorare questa necessità significa operare contro il settore e i suoi tanti protagonisti che sono gli imprenditori agricoli.
In vista dei due sit-in romani e delle altre iniziative in programma nell’ambito della mobilitazione, il presidente della Cia ha chiesto, in una lettera, incontri con i presidenti del Senato Renato Schifani e della Camera Gianfranco Fini ai quali illustrare, attraverso la presentazione di un documento, i motivi che sono alla base della protesta del mondo agricolo.
Martedì 24 novembre 2009 Aumentano le adesioni alla mobilitazione generale del mondo agricolo
La Confederazione Italiana Agricoltori di Taranto prende atto e segnala le molteplici adesioni che stanno pervenendo in queste ore alla giornata di mobilitazione generale, fissata per martedì prossimo, 24 novembre.
Adesioni provenienti sia dal mondo agricolo, che da quello Istituzionale; hanno già dichiarato infatti, la disponibilità ad adottare apposite delibere di sostegno, l’Amministrazione Provinciale di Taranto che, in seno alla riunione straordinaria del Consiglio, fissata appunto per martedì 24 novembre a Ginosa, adotterà un’apposita determinazione, così come faranno le diverse Amministrazioni Comunali del versante orientale della provincia, ovvero, Avetrana, Manduria, Sava, Torricella, Maruggio, Lizzano, San Marzano di S.G., Grottaglie, Monteiasi, Montemesola, San Giorgio Jonico, Carosino, Pulsano, Faggiano e Leporano ed altre Amministrazioni Comunali limitrofe alla nostra Provincia, come Erchie, Torre Santa Susanna, San Pancrazio Salentino, Veglie. Salice Salentino etc.
“Questa grande adesione – ha dichiarato Nicola Spagnuolo, Presidente provinciale della CIA di Taranto – da una parte ci fa piacere e ci inorgoglisce, ma dall’altra ci responsabilizza ancora di più e da l’esatta dimensione della consapevolezza, circa la profonda crisi in cui versa l’intero settore agricolo ed agro-alimentare, in particolare, con il prezzo delle nostre olive che, a campagna di raccolta appena avviata, è crollato a 15-16 euro al quintale. La C.I.A. di Taranto, non casualmente ha individuato la data di martedì 24 Novembre 2009 per la mobilitazione, infatti, nella stessa giornata sarà presente a Roma con due sit-in, uno in piazza Montecitorio, in occasione dell’avvio della discussione sulla Legge Finanziaria al Senato ed uno, sotto i Ministeri dell’Agricoltura e dell’Economia. Per far fronte a questo momento drammatico, la C.I.A. chiederà al Governo misure urgentissime a sostegno del comparto agricolo, in particolare: il ripristino del Fondo di Solidarietà Nazionale; la proroga delle agevolazioni contributive previste per le Zone Agricole Svantaggiate; l’accesso al credito con tassi agevolati e con garanzia pubblica; la sospensione delle procedure di riscossione dei crediti maturati dagli Istituti di Credito; il ripristino del finanziamento ai contratti di filiera; l’erogazione dell’aiuto di Stato fino a 15.000 euro ad azienda; sgravi ed incentivi tributari e contributivi per la riduzione dei costi produttivi ed amministrativi; rifinanziamento delle agevolazioni tributarie per il riordino fondiario; riduzione del 50% dell’IVA per l’acquisto delle materie prime e fissazione al 4% dell’IVA sulle nuove strutture realizzate nell’ambito del P.S.R.; sospensione di contributi INPS.
La C.I.A. di Taranto, sin da ora chiede scusa per il disagio che verrà arrecato alle diverse comunità locali, sicuri però di riscontrare la comprensione da parte di tutti poiché è in ballo la sopravvivenza stessa della nostra agricoltura.
Adesioni provenienti sia dal mondo agricolo, che da quello Istituzionale; hanno già dichiarato infatti, la disponibilità ad adottare apposite delibere di sostegno, l’Amministrazione Provinciale di Taranto che, in seno alla riunione straordinaria del Consiglio, fissata appunto per martedì 24 novembre a Ginosa, adotterà un’apposita determinazione, così come faranno le diverse Amministrazioni Comunali del versante orientale della provincia, ovvero, Avetrana, Manduria, Sava, Torricella, Maruggio, Lizzano, San Marzano di S.G., Grottaglie, Monteiasi, Montemesola, San Giorgio Jonico, Carosino, Pulsano, Faggiano e Leporano ed altre Amministrazioni Comunali limitrofe alla nostra Provincia, come Erchie, Torre Santa Susanna, San Pancrazio Salentino, Veglie. Salice Salentino etc.
“Questa grande adesione – ha dichiarato Nicola Spagnuolo, Presidente provinciale della CIA di Taranto – da una parte ci fa piacere e ci inorgoglisce, ma dall’altra ci responsabilizza ancora di più e da l’esatta dimensione della consapevolezza, circa la profonda crisi in cui versa l’intero settore agricolo ed agro-alimentare, in particolare, con il prezzo delle nostre olive che, a campagna di raccolta appena avviata, è crollato a 15-16 euro al quintale. La C.I.A. di Taranto, non casualmente ha individuato la data di martedì 24 Novembre 2009 per la mobilitazione, infatti, nella stessa giornata sarà presente a Roma con due sit-in, uno in piazza Montecitorio, in occasione dell’avvio della discussione sulla Legge Finanziaria al Senato ed uno, sotto i Ministeri dell’Agricoltura e dell’Economia. Per far fronte a questo momento drammatico, la C.I.A. chiederà al Governo misure urgentissime a sostegno del comparto agricolo, in particolare: il ripristino del Fondo di Solidarietà Nazionale; la proroga delle agevolazioni contributive previste per le Zone Agricole Svantaggiate; l’accesso al credito con tassi agevolati e con garanzia pubblica; la sospensione delle procedure di riscossione dei crediti maturati dagli Istituti di Credito; il ripristino del finanziamento ai contratti di filiera; l’erogazione dell’aiuto di Stato fino a 15.000 euro ad azienda; sgravi ed incentivi tributari e contributivi per la riduzione dei costi produttivi ed amministrativi; rifinanziamento delle agevolazioni tributarie per il riordino fondiario; riduzione del 50% dell’IVA per l’acquisto delle materie prime e fissazione al 4% dell’IVA sulle nuove strutture realizzate nell’ambito del P.S.R.; sospensione di contributi INPS.
La C.I.A. di Taranto, sin da ora chiede scusa per il disagio che verrà arrecato alle diverse comunità locali, sicuri però di riscontrare la comprensione da parte di tutti poiché è in ballo la sopravvivenza stessa della nostra agricoltura.
lunedì 16 novembre 2009
«Prezzi troppo bassi» Olivicoltori canosini scendono in piazza
La crisi del settore olivicolo sta pesando sulla economia locale, che si bassa in prevalenza sui prodotti della terra. A farne le spese sono stati prima i produttori delle percoche, poi quelli dell'uva sia da vino che da tavola ed oggi gli olivicoltori. Una situazione di crisi che viene, si può dire, da lontano e che ha costretto gli imprenditori agricoli ad abbandonare, addirittura, i prodotti maturi sulla pianta. I prezzi del mercato non riescono a coprire i costi della produzione, uniti a quelli della raccolta. C'è preoccupazione nelle famiglie degli agricoltori, che non intravedono nessuna prospettiva. Anzi vedono aggravarsi giornalmente la situazione di crisi.
Perciò il mondo agricolo questa mattina (lunedi 16 novembre) scende in piazza. Il corteo, organizzato dall'associazione «Insieme per l'agricoltura» unitamente ai movimenti spontanei degli imprenditori agricoli, si snoderà lungo le principali strade della città e partirà da via Settembrini, ove confluiranno i manifestanti a bordo dei trattori.
Alla manifestazione di protesta contro la continua discesa del prezzo dell'olio prenderà, quindi, parte l'intero comparto agricolo: dai produttori agli agricoltori e ai braccianti. Quanti speravano di recuperare, anche se in parte, le perdite subite dalla vendita delle percoche e dell'uva, hanno dovuto cambiare idea ed amaramente constatare che si è ancora interamente dentro il tunnel della crisi, che investe l'intero comparto agricolo. Il mercato dell'olio si è, purtroppo, assestato su quotazioni molto basse: 280 euro al quintale per l'olio extravergine e circa 30 euro al quintale per le olive. Quotazioni, queste, che potrebbero continuare a scendere sulla spinta anche della resa molto bassa delle olive. Si tratta di un mercato dei prezzi, che unito alla competizione con i paesi del Mediterraneo, non può che scoraggiare gli imprenditori agricoli ed aumentare le tensioni all'interno del comparto produtt ivo.
Gli organizzatori fanno sapere che quella di stamattina potrebbe essere solo la prima delle azioni di lotta, in quanto sono intenzionati a portare avanti a tempo indeterminato la mobilitazione. Mentre gli imprenditori agricoli si organizzano per protestare contro la crisi del settore olivicolo, la segreteria dell’Italia dei Valori ieri ha distribuito due volantini: uno a proposito della centrale a biomasse, l’altro sulla situazione dell’agricoltura.
«Il sindaco Francesco Ventola - si accusa - lascia morire l'agricoltura». «Tutti noi ricordiamo - scrive Leonardo Piscitelli dell'IdV - il programma elettorale presentato dal candidato sindaco Francesco Ventola, che annunciava che prima di tutto bisognava preoccuparsi dello sviluppo economico della città. Oggi, giunti a metà legislatura, nel chiedere al primo cittadino che fine ha fatto lo sviluppo economico programmato, denunciamo lo stato di forte disagio degli agricoltori, costretti, se ci riescono, a svendere i terreni e a chiudere bottega. Le promesse erano numerose, in particolar modo quelle sull'agricoltura. La situazione attuale del comparto agricolo è sotto gli occhi di tutti e specialmente degli stessi agricoltori che continuano a vendere i prodotti per pochi spiccioli e le loro aziende agricole continuano a fallire».
da Gazzetta del Mezzogiorno web
Perciò il mondo agricolo questa mattina (lunedi 16 novembre) scende in piazza. Il corteo, organizzato dall'associazione «Insieme per l'agricoltura» unitamente ai movimenti spontanei degli imprenditori agricoli, si snoderà lungo le principali strade della città e partirà da via Settembrini, ove confluiranno i manifestanti a bordo dei trattori.
Alla manifestazione di protesta contro la continua discesa del prezzo dell'olio prenderà, quindi, parte l'intero comparto agricolo: dai produttori agli agricoltori e ai braccianti. Quanti speravano di recuperare, anche se in parte, le perdite subite dalla vendita delle percoche e dell'uva, hanno dovuto cambiare idea ed amaramente constatare che si è ancora interamente dentro il tunnel della crisi, che investe l'intero comparto agricolo. Il mercato dell'olio si è, purtroppo, assestato su quotazioni molto basse: 280 euro al quintale per l'olio extravergine e circa 30 euro al quintale per le olive. Quotazioni, queste, che potrebbero continuare a scendere sulla spinta anche della resa molto bassa delle olive. Si tratta di un mercato dei prezzi, che unito alla competizione con i paesi del Mediterraneo, non può che scoraggiare gli imprenditori agricoli ed aumentare le tensioni all'interno del comparto produtt ivo.
Gli organizzatori fanno sapere che quella di stamattina potrebbe essere solo la prima delle azioni di lotta, in quanto sono intenzionati a portare avanti a tempo indeterminato la mobilitazione. Mentre gli imprenditori agricoli si organizzano per protestare contro la crisi del settore olivicolo, la segreteria dell’Italia dei Valori ieri ha distribuito due volantini: uno a proposito della centrale a biomasse, l’altro sulla situazione dell’agricoltura.
«Il sindaco Francesco Ventola - si accusa - lascia morire l'agricoltura». «Tutti noi ricordiamo - scrive Leonardo Piscitelli dell'IdV - il programma elettorale presentato dal candidato sindaco Francesco Ventola, che annunciava che prima di tutto bisognava preoccuparsi dello sviluppo economico della città. Oggi, giunti a metà legislatura, nel chiedere al primo cittadino che fine ha fatto lo sviluppo economico programmato, denunciamo lo stato di forte disagio degli agricoltori, costretti, se ci riescono, a svendere i terreni e a chiudere bottega. Le promesse erano numerose, in particolar modo quelle sull'agricoltura. La situazione attuale del comparto agricolo è sotto gli occhi di tutti e specialmente degli stessi agricoltori che continuano a vendere i prodotti per pochi spiccioli e le loro aziende agricole continuano a fallire».
da Gazzetta del Mezzogiorno web
giovedì 12 novembre 2009
"In Puglia stato di crisi per l'agricoltura, ora tocca al Governo"

BARI – All’indomani della decisione della Giunta di dichiarare lo stato di crisi dell’agricoltura pugliese, l'assessore alle Risorse Agroalimentari Dario Stefano, sottolinea come si tratti «di una ulteriore leva di pressione che abbiamo ritenuto opportuno attivare nei confronti del governo nazionale, affinchè dia le risposte da tempo invocate dal sistema agricolo pugliese».
«La decisione – prosegue Stefano – è maturata in considerazione dello stato di mobilitazione in corso in alcune aree della regione, che ci ha convinto della opportunità di attivare questo ulteriore elemento di pressione sul governo nazionale affinchè dia i segnali attesi». «Segnali – precisa ancora Stefano- già richiesti da tempo dalla Commissione Politiche agricole nazionale, poichè la difficoltà del settore non è solo pugliese, ma investe tutto il Paese. La Puglia, però, in questo momento ha avvertito la responsabilità di farsi carico anche di questa iniziativa politico-istituzionale per investire formalmente il luogo della decisione che è il governo centrale».
«La iniziativa – conclude Stefano – sposta ora il pallino nelle mani del governo nazionale, il quale viene così investito della responsabilità di dare quantomeno risposta alle procedure che la dichiarazione dello stato di crisi ci consente di richiedere ai sensi delle norme vigenti».
da Gazzetta del Mezzogiorno web
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