giovedì 11 marzo 2010

Spese per l’assistenza alla persona non autosufficiente

La detrazione dall’Irpef

Le spese sostenute per gli addetti all’assistenza personale, ad esempio,
per le badanti, nei casi di non autosufficienza nel compimento
degli atti di vita quotidiana, sono detraibili dalle imposte nella
misura del 19% da calcolare su di un ammontare massimo di € 2.100. Il reddito del contribuente che beneficia della detrazione non deve essere superiore a € 40.000.
Quindi, se un contribuente spende ad esempio, € 7.500, potrà portare in detrazione solo il 19% di € 2.100. I € 399 potranno essere detratti dall’imposta lorda
che scaturisce dalla dichiarazione dei redditi, sempre che il reddito
del contribuente sia inferiore a € 40.000. Per favorire il recupero ai contribuenti cosiddetti “incapienti” questa detrazione spetta anche per le spese sostenute per assistere famigliari, anche quando questi non sono fiscalmente a carico.
Il contribuente può portare in detrazione dalle proprie imposte le spese sostenute per l’assistenza del coniuge, dei figli, dei genitori, dei nonni, suoceri, fratelli e sorelle.
La condizione di non autosufficienza può essere anche temporanea e deve risultare da idonea certificazione medica. A questi fini sono considerati “non autosufficienti
nel compimento degli atti della vita quotidiana” coloro che non sono in grado di assumere alimenti, di espletare funzioni fisiologiche e provvedere all’igiene
personale, di deambulare, di indossare gli indumenti. Questa detrazione interessa le spese per l’assistenza dei bambini, a meno che questi non abbiano particolari
patologie.

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